S’ebbe una volta un tempo nel quale

S’ebbe una volta un tempo nel quale fare una cosa coincideva col fare la cosa. A ben vedere non era nemmeno un tempo, era solo quello che era. Si rideva ridendo, si respirava respirando, si amava amando, si faceva la cosa facendo la cosa. Poi il fare uscì dalla cosa. Nacquero le creature anfibie: pigre e improvvise conquistarono la terraferma. Si muovevano goffe, dichiarando appena la loro destinazione.Un giorno, alle ore che si sarebbero dette le ore prime, il cielo esplose e la terra fu scossa per lungo tempo, almeno quaranta volte quaranta. Fu così che si estinse la capacità di fare la cosa facendo la cosa: le già fiere creature divennero senzienti, i sentieri innervati in labirinti, le lacrime evaporate per tornare in tempesta. Una creatura si eresse sul busto e inventò queste parole.

(Nell’immagine un’opera di Andy Denzler)