Dialogo tra un Tizio e un Tizio

Tizio: Tu la butti sul ridere serissimo davanti a uno schermo ma la situazione è tragica.
Tizio: Certamente.
– …
– …
– Eccola, l’ironia postmoderna. Io dico che la situazione è tragica, e tu: Certamente.
– Capisco: sarcasmo, cinismo. David Foster Wallace.
– “L’ironia è una modalità di emergenza. Portata avanti nel tempo diviene la voce del prigioniero che deve farsi piacere la propria gabbia”.
– Questo non è Wallace.
– È Lewis Hyde citato da Wallace.

– E tu non vedi che l’emergenza è continua?
– Pure la gabbia è continua.
– …
– …
– Questo è sarcasmo*.
– Beh, vedi carni lacerate?
– Vedo carni lacerate. Ovunque carni lacerate: le vedo ovunque.
– Questo mi fa pensare a…
– Questo fa pensare anche me.
– No, intendo, mi fa pensare a…
– Manca amore.
– Che c’entra? Certo che manca amore, ma volevo dire che questo mi fa pensare a…
– Scusa: crollo cognitivo, deficit di attenzione.
– Questo mi fa pensare a una recensione letta stamani.
– Tu leggi recensioni?
– Sì, càpita. L’ho vista e l’ho letta.
– Ci sono moltissime recensioni.
– Sì, una recensione di un film ungherese.
– Ci sono moltissimi film ungheresi.
– Beh, sono più le recensioni che i film ungheresi, credo.
– Questo non toglie che siano moltissime sia le recensioni che i film ungheresi.
– Anche questo è vero. Comunque, volevo dire: ho letto questa recensione.
– …
– Di questo film ungherese.
– …
– Un bellissimo film, a mio avviso. La recensione accusava il film di non essere abbastanza coraggioso perché, il film, non affronta totalmente il tabù della morte.
– L’ultimo dei tabù. O anche il primo. Comunque un tabù, certo.
– Superato il tabù del sesso abbiamo quel…
– Capisco: Philippe Ariès.
– Haneke.
– …

– Secondo il Recensore nel film il filo di sangue intessuto durante la vicenda viene interrotto per dar luogo a un finale mieloso, confortante.
– Il filo di sangue.

– Sì, il sangue appare all’inizio e alla fine. È uno dei temi, delle presenze. Ma evidentemente non ce n’è abbastanza.
– Non si infrangono tabù.
– Non come in Haneke.
– Beh, certo. Come rompe i tabù Haneke non li rompe nessuno.
– Smettila.
– Scusa.
– Per farla breve: il film non è coraggioso, perché parte come un affronto al tabù della morte e termina come una storia d’amore. Che poi non è proprio così, perché a vedere i dettagli, anche nel finale, non è che sia così confortante… anzi vi è un presagio di…
– … un presagio di?
– Non saprei: dolore?
– Se non lo sai tu.
– Credo di dolore, sì. Un presagio di dolore.
– Che morale possiamo trarne, quindi?
– Pensi che si debba trarne una morale?
– Io penso di sì.- …
– …
– Di ironia postmoderna ne abbiamo. Di sangue pure. A questo punto credo che manchi amore.
– E io che avevo detto?
– Beh, in effetti l’avevi detto.
– Pensavi non c’entrasse.
– E invece c’entrava.
– …
– …

* Sarcasmo: dal lat. tardo sarcasmus, dal gr. sarkasmós; propr. “lacerazione di carni”